L’AQUILA – La mostra fotografica (dis)CONNESSIONI è uno degli appuntamenti culturali del Festival del Cammino del Perdono 2025, a cura del Movimento Celestiniano, sostenuto dalla Fondazione Celestino V e in programma a L’Aquila e nel territorio circostante.
Il progetto nasce come esperienza educativa e formativa rivolta ai minori ospitati presso la comunità Mani Tese, in collaborazione con il fotografo Alessandro Fusco di GAM246.
Attraverso la fotografia, i ragazzi hanno trovato un linguaggio espressivo e creativo per raccontarsi, osservare e immaginare nuove connessioni con il mondo che li circonda.
La mostra fotografica, pur iniziando dopo la chiusura ufficiale del Festival, ne rappresenta una naturale estensione fino al 31 agosto.
Il corso di fotografia è nato da una precedente esperienza condotta con un gruppo diverso di ragazzi. Lo staff educativo di Mani Tese, insieme ad Alessandro Fusco (GAM246), ha programmato e condotto quindi un nuovo e più articolato percorso educativo personalizzato capace di rispondere alle esigenze e ai talenti di ciascun ragazzo.




La fotografia, grazie alla sua natura tecnica ed espressiva, si è dimostrata un’attività in grado di stimolare le capacità tecniche e relazionali dei ragazzi, di accrescere le loro competenze espressive e di trasformarsi in strumento di scoperta e comunicazione.
Attraverso questa attività infatti i ragazzi hanno sperimentato l’esplorazione consapevole dell’espressività, lo sviluppo di un’osservazione critica del mondo circostante, un senso critico verso le immagini dei media, l’applicazione di regole e comportamenti di lavoro di gruppo, l’apprendimento delle tecniche di composizione fotografica, la conoscenza dei principi della fotografia e delle loro implicazioni scientifiche.
Il progetto ha ovviamente dovuto tener conto dei diversi livelli di padronanza della lingua italiana dei ragazzi. Per questo motivo è stata adottata una metodologia pratico-esperienziale, con attività laboratoriali, esercitazioni, esperimenti, uscite fotografiche e l’uso di strumenti diversificati (fotocamere, video, web, stampe fotografiche).
In più di un’occasione sono emersi aneddoti sorprendenti: i ragazzi, pur sembrando a volte distratti, hanno improvvisamente dimostrato di aver interiorizzato concetti complessi, applicandoli con creatività durante le uscite fotografiche. Segni di un apprendimento autentico e significativo.
La collaborazione con GAM246 ha arricchito il progetto con competenze artistiche e metodologiche, permettendo ai ragazzi di vivere la fotografia come strumento di espressione personale e collettiva.